martedì 13 ottobre 2026

A Parma una serata dedicata al Rosso di Montalcino tra identità, territorio e interpretazioni a confronto

 


L'evento, organizzato dalla Wine and Food Academy, inaugura il calendario delle attività 2026/2027. Mercoledì 21 ottobre 2026, ore 20.00, presso Arte & Gusto, Via Emilia Est 87, Parma.

L'Accademia del Buon Cibo e del Buon Vino promuove a Parma una serata di approfondimento dedicata al Rosso di Montalcino, denominazione che negli ultimi anni ha consolidato una propria identità distintiva, affermandosi come espressione autentica e contemporanea del territorio montalcinese.

L'incontro propone un percorso di degustazione e confronto tra diverse realtà produttive, con l'obiettivo di evidenziare come il Rosso di Montalcino sappia interpretare, attraverso sensibilità aziendali differenti, le molteplici sfumature del territorio da cui nasce. Il percorso di degustazione offrirà ai partecipanti l'opportunità di approfondire il rapporto tra terroir, stile produttivo e identità del vino, mettendo in luce le caratteristiche che oggi rendono questa denominazione sempre più apprezzata da appassionati e professionisti del settore.

Attraverso l'analisi comparata delle bottiglie in degustazione emergeranno i temi della freschezza, dell'autenticità, dell'eleganza e dell'identità territoriale, elementi che definiscono il profilo contemporaneo del Rosso di Montalcino e ne rappresentano il principale valore distintivo.

La degustazione sarà guidata da Francesco Saverio Russo, divulgatore e formatore enoico, tra le voci più autorevoli della comunicazione del vino in Italia, e si svolgerà con il patrocinio del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

L'appuntamento è rivolto ad appassionati, operatori del settore, sommelier e professionisti del mondo del vino interessati ad approfondire la conoscenza di una denominazione capace di coniugare accessibilità, qualità e forte legame con il territorio, confermandosi una delle espressioni più dinamiche e interessanti della viticoltura toscana contemporanea.

A conclusione della masterclass, gli ospiti potranno proseguire il percorso di incontro tra territori e tradizioni a tavola, con una proposta dedicata ai sapori dell'Emilia. Lo chef Alfonso proporrà un antipasto e le classiche tagliatelle di pasta fresca al ragù, mentre Mario Francese curerà l'accoglienza e il servizio in sala. La proposta gastronomica rappresenta un ulteriore tassello del progetto "Emilia e l'Altra Toscana", che rappresenta il focus dell’attuale stagione e con cui la Wine and Food Academy intende mettere in dialogo grandi vini, cultura gastronomica e identità territoriali.

 

La stagione 2026/2027 della Wine and Food Academy

La nuova stagione della Wine and Food Academy, intitolata "Emilia e l'Altra Toscana", mette a confronto territori, produttori e tradizioni attraverso masterclass, degustazioni, incontri culturali e momenti di approfondimento dedicati al vino e alla gastronomia.

Molti degli appuntamenti si svolgeranno presso Arte & Gusto, in via Emilia Est 87 a Parma, raffinato spazio dedicato alla cultura del cibo e del vino che, grazie alla visione di Mario Francese e alla proposta gastronomica dello chef Alfonso, rappresenta una cornice ideale per esperienze di approfondimento e convivialità, in cui la degustazione si arricchisce del dialogo diretto tra produttori, professionisti e appassionati.

Dopo l'appuntamento inaugurale dedicato al Rosso di Montalcino, il calendario proporrà eventi dedicati ai vini dell'Emilia-Romagna con PERLEMILIA in Piazza San Prospero a Reggio Emilia, una serata sul Franciacorta con Silvano Brescianini, amministratore delegato di Barone Pizzini, e incontri dedicati all'Isola d'Elba con Antonio Arrighi, a Montecucco con Giovan Battista Basile e alle Terre di Pisa con Podere La Chiesa. Sempre in Toscana, questa volta nella provincia di Arezzo, in località Caposelvi, si discuterà di vitigni resistenti con una presentazione del viticoltore biologico Roberto Mannucci Droandi.

Tra gli ospiti della stagione figurano inoltre Daniele Cernilli, protagonista di una serata dedicata al presente e al futuro del vino emiliano, e i produttori biodinamici Gianni Storchi e Marco Storchi, che concluderanno il percorso raccontando la propria esperienza vitivinicola nel territorio di Montecchio Emilia.

Il programma comprenderà inoltre appuntamenti dedicati alla cultura gastronomica dei territori, tra cui l'Investitura del Maiale di San Giorgio di Piano (BO), confermando la volontà della Wine and Food Academy di promuovere il dialogo tra vino, cibo, cultura e identità territoriali.

Patrocini e collaborazioni

Comune di Parma, Comitato San Prospero (RE).

Vetrina Toscana (progetto della Regione, in collaborazione con Unioncamere Toscana, che promuove il turismo enogastronomico; con la regia di Toscana Promozione Turistica coadiuvata da Fondazione Sistema Toscana).

 

Il calendario completo della stagione 2026/2027 è disponibile al link: https://www.wineandfoodacademy.it/iniziative-2026-2027/

“VENDEMMIE DALLE CANTINE”: DAL TRENTINO ALLA SICILIA, LE VOCI DELLE AZIENDE SULLA RACCOLTA 2026

 


La vendemmia 2026 si avvia alla conclusione lasciando alle cantine il compito di tracciare i primi bilanci. Un’annata caratterizzata da temperature elevate e scarse precipitazioni, che nei diversi territori ha prodotto risposte differenti e che solo nei prossimi mesi potrà essere letta pienamente attraverso i vini.


In Trentino, Martina Togn di Gaierhof sottolinea: "In Trentino la qualità delle uve si conferma molto elevata. L'assenza di precipitazioni significative durante il periodo estivo ha garantito un eccellente stato sanitario delle uve, consentendo di compensare il calo produttivo che avevamo inizialmente previsto a causa di alcuni focolai di flavescenza dorata registrati sul territorio. La raccolta è iniziata il 10 agosto con le basi spumante e le prime vinificazioni stanno già evidenziando risultati molto promettenti, così come le altre varietà vendemmiate nelle settimane successive. In particolare, Müller Thurgau, Schiava e Nosiola hanno espresso in vigneto caratteristiche particolarmente positive, lasciando presagire vini di ottima qualità ".


In Friuli-Venezia Giulia, ecco Flavio Geretto di Rauscedo: "La vendemmia 2026 si è conclusa con un bilancio complessivamente molto positivo, grazie a uve sane e di buon livello qualitativo, frutto di un’attenta gestione agronomica e della professionalità dei soci. La raccolta programmata e le vendemmie a chiamata hanno permesso di valorizzare al meglio le diverse partite, confermando la validità del percorso di maggiore selezione e valorizzazione delle produzioni. I controlli analitici e i vari monitoraggi hanno inoltre confermato la corretta applicazione dei protocolli previsti. I risultati ottenuti rafforzano il percorso intrapreso sul fronte della qualità, della tracciabilità e della sostenibilità".


Sempre dal Friuli arriva la lettura di Roberto Pighin di Pighin: "L’annata 2026 è stata caratterizzata da una siccità tra le più marcate degli ultimi anni, con queste condizioni climatiche la vendemmia ha subito un anticipo senza precedenti concludendosi entro il mese di agosto. Grazie ai nostri efficienti impianti di irrigazione che coprono interamente le superfici aziendali, abbiamo potuto costantemente idratare i nostri vigneti ottenendo uve sane, con ottimi parametri organolettici. Fuori da ogni previsione, sotto il profilo quantitativo, la produzione è in linea con lo scorso anno. I mosti dei nostri vini che hanno già terminato la fermentazione, lasciano presagire un’ottima annata per tutti i nostri vini bianchi e rossi".


Spostandosi in Veneto, Andrea Affili, enologo di Conte Collalto: "L'annata 2026 ha richiesto attenzione e capacità di intervento, soprattutto nella gestione dell'acqua e nella scelta del momento ideale per la raccolta. Grazie all’irrigazione di soccorso e a un attento monitoraggio della maturazione, siamo riusciti a preservare il patrimonio di acidità e freschezza, fondamentali per i nostri vini. Le uve sono arrivate in cantina in condizioni eccellenti, con un ottimo equilibrio tra componente aromatica, struttura e acidità. In fase di vinificazione stiamo dedicando la massima attenzione alla lavorazione separata dei diversi vigneti e dei singoli vitigni, così da valorizzare le peculiarità di ogni parcella e interpretare al meglio le caratteristiche di questa annata".


“Le nostre prime impressioni sulla vendemmia 2026 – sottolineano Giovanni e Guglielmo Bertani di Tenuta Santa Maria - delineano un quadro sorprendentemente positivo, nonostante una stagione con temperature più alte rispetto alla media. Le uve raccolte si sono presentate sane, con un ottimo equilibrio tra zuccheri e acidità e senza fenomeni di sovramaturazione, lasciando emergere vini brillanti, freschi e di buona tensione. Questo risultato testimonia il lavoro svolto nei vigneti del Brolo cinquecentesco, la cui posizione particolarmente vocata, unita all’attenzione del nostro team agronomico nella gestione dedicata di ogni singola parcella e varietà, ci permette di valorizzarne le caratteristiche e rispettarne i naturali tempi di maturazione anche in condizioni climatiche molto diverse”.


Il team agronomico di Diesel Farm evidenzia un risultato particolarmente positivo sia sul piano quantitativo sia su quello qualitativo: "La vendemmia di Diesel Farm si è conclusa con risultati particolarmente positivi, superando le quantità raccolte negli anni precedenti nonostante una stagione caratterizzata da condizioni di siccità. Un dato che testimonia la capacità del vigneto di adattarsi alle sfide climatiche e l'efficacia delle pratiche agronomiche adottate. Oltre all'incremento produttivo, l'aspetto più significativo riguarda la qualità delle uve, che si è attestata su livelli molto elevati. Le condizioni dell'annata hanno favorito una maturazione equilibrata e una buona concentrazione aromatica, permettendo di ottenere grappoli sani e con caratteristiche organolettiche di grande interesse".


Giancarlo Tommasi di Tommasi racconta una raccolta in linea con le attese maturate durante l’estate, con particolare attenzione alle uve destinate all’appassimento: "La vendemmia ha confermato le aspettative che avevamo maturato durante l'estate. Le uve sono arrivate in cantina sane, ben equilibrate e con ottime caratteristiche qualitative. Il monitoraggio costante dei vigneti e l'attenzione dedicata a ogni fase della maturazione ci hanno permesso di raccogliere grappoli perfetti per affrontare il percorso dell'appassimento, presupposto fondamentale per la produzione del nostro Amarone".


Mattia Vezzola di Costaripa dichiara: “La Valtènesi ci insegna da sempre a confrontarci con l'imprevedibilità e a trasformarla in esperienza. Dopo 99 vendemmie la mia famiglia continua a sentirsi apprendista: il nostro compito è mettere a disposizione della natura la conoscenza maturata negli anni, senza cercare di forzarla. È proprio da questo equilibrio che possono nascere vini capaci di sorprendere e, soprattutto, di evolvere con coerenza la loro giovinezza. La vendemmia 2026 è iniziata il 5 agosto con Pinot Nero e Chardonnay, con circa una settimana di anticipo rispetto alla consuetudine; i 18 ettari destinati a Pinot Nero e Chardonnay sono stati raccolti manualmente da 42 vendemmiatori; il 19 agosto è invece iniziata la vendemmia delle uve rosse, con circa due settimane di anticipo. Groppello Gentile, Marzemino, Sangiovese e Barbera sono stati raccolti dalle prime luci dell’alba alle 5.30 fino alle 13, per preservare al meglio l’integrità del frutto. Anche in questo caso, la selezione manuale e la rapidità di conferimento in cantina sono state determinanti per iniziare le lavorazioni con la massima delicatezza”.


In Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, Simone Fiori, enologo de La Genisia: "La vendemmia 2026 è stata una delle più precoci che ricordiamo nell’Oltrepò Pavese: siamo partiti il 4 agosto. Per le uve destinate alla spumantizzazione siamo intervenuti tempestivamente con la raccolta e, nel giro di dieci giorni, abbiamo portato in cantina tutta la produzione necessaria, ottenendo basi con ottimi livelli di acidità e grado alcolico. Siamo molto soddisfatti sia della qualità sia della quantità. Anche per le altre varietà a bacca bianca la vendemmia è stata buona, mentre le uve rosse hanno risentito maggiormente delle temperature elevate dell’estate, con una leggera diminuzione del peso delle uve e quindi della produzione. Nel complesso è stata comunque una vendemmia mediamente abbondante e qualitativamente buona".


In Franciacorta, Eleonora Bianchi dell’azienda biologica Terre d'Aenòr spiega: " La vendemmia 2026 è stata caratterizzata da un anticipo del ciclo vegetativo e da temperature elevate che hanno accelerato la maturazione delle uve. In alcuni appezzamenti abbiamo inoltre dovuto confrontarci con episodi di grandine che hanno inciso sui volumi produttivi, rendendo ancora più importante il lavoro svolto in vigneto. La gestione della chioma e il monitoraggio costante delle parcelle ci hanno permesso di accompagnare la maturazione preservando equilibrio, acidità e qualità delle uve. Nonostante le difficoltà climatiche, abbiamo raccolto uve sane che oggi ci fanno guardare con fiducia ai vini della nuova annata, che si presentano strutturati, ricchi dal punto di vista aromatico e al tempo stesso eleganti". 


In Piemonte, Sara Vezza di Josetta Saffirio evidenzia: "La vendemmia appena conclusa ci ha sorpresi positivamente, ribaltando in parte le aspettative maturate durante una stagione caratterizzata da scarse precipitazioni e temperature elevate. Nonostante l’andamento climatico, siamo arrivati alla raccolta con uve in eccellente stato sanitario e con una produzione superiore alle previsioni. Dal punto di vista qualitativo, i primi riscontri in cantina sono molto interessanti: i mosti non presentano concentrazioni particolarmente elevate di antociani, ma esprimono profumi molto nitidi e definiti, accompagnati da acidità adeguate e da un buon equilibrio complessivo. È ancora presto per tracciare un profilo definitivo dell’annata, ma le premesse ci fanno pensare a vini più giocati sull’eleganza, sulla freschezza e sull’espressione aromatica che sulla potenza".


Dalla stessa area arriva la testimonianza di Alberto Cordero di Montezemolo della cantina Cordero: "La stagione è iniziata in anticipo, già dal 12 agosto con le uve destinate all’Alta Langa, per poi proseguire nella seconda metà del mese con le varietà a bacca bianca, il Dolcetto e la Barbera. Le rese si stanno rivelando molto buone, in alcuni casi persino superiori alle attese. Le alte temperature estive hanno certamente inciso sull’andamento della stagione, ma le abbondanti riserve idriche accumulate durante l’inverno e la primavera hanno permesso alle vigne di affrontare il caldo senza particolari sofferenze. Il bilancio è quindi decisamente positivo: le prime vinificazioni stanno restituendo vini equilibrati, di ottima qualità e con un tenore alcolico leggermente superiore alla media ma perfettamente in linea con l’andamento della stagione e ben integrato nel profilo complessivo dei vini".

 

Sempre dal Piemonte, Zvonimir Jurkovic wine maker di Poderi Luigi Einaudi racconta che: “La vendemmia 2026 è iniziata il 25 agosto con la raccolta delle uve di Dolcetto e si è conclusa il 4 ottobre con gli ultimi Nebbioli da barolo. Un’annata precoce, in linea con quanto già osservato nel 2023, ma caratterizzata da una raccolta delle uve più lunga in termini di tempistiche. Le prime settimane sono state fortemente condizionate dalle alte temperature, che ci hanno portato a scegliere una raccolta nelle ore più fresche della giornata.  La resa è stata molto buona e le uve sono arrivate in cantina in ottime condizioni sanitarie. Le fermentazioni sono state immediate e, in cantina, abbiamo lavorato soprattutto sul controllo delle temperature, già a partire dall’ingresso delle uve. Per proteggerle dall’ossigenazione e preservarne la qualità, abbiamo utilizzato ghiaccio secco per l’abbattimento della temperatura”. 


In Toscana, a Caiarossa, Francesco Villa, enologo della cantina biodinamica: "A Caiarossa, il 2026 è stato caratterizzato da un inverno particolarmente piovoso, che ha consentito di ricostituire le riserve idriche del terreno. Dopo un germogliamento anticipato favorito dal caldo di marzo e aprile, la stagione ha vissuto una fase più equilibrata grazie alle abbondanti piogge di maggio e a un inizio giugno relativamente fresco. Con l'avvio dell'estate, tuttavia, le temperature hanno subito una rapida impennata, raggiungendo punte di 39°C, mentre la scarsità di precipitazioni si è protratta fino ad agosto. Queste condizioni hanno accelerato il ciclo vegetativo e portato a una vendemmia anticipata. La raccolta, iniziata già ad agosto con le varietà a bacca bianca, si è poi protratta fino alla fine di settembre con gli ultimi rossi. Le rese risultano leggermente inferiori alla media, ma la qualità delle uve appare molto promettente, con risultati particolarmente positivi per Syrah e Merlot". 


Si giunge in Calabria, con Paolo Librandi di Librandi: "La vendemmia 2026 nel Cirotano è stata nel complesso molto soddisfacente. Dopo tre anni difficili per problematiche differenti (peronospora, siccità e gelate rispettivamente), quest'anno l'andamento è stato molto più favorevole. Un autunno e un inverno molto piovosi hanno permesso alle viti di accumulare abbondanti riserve che hanno supportato un'ottima ripresa vegetativa ed un buon peso medio dei grappoli. Solo il caldo inusuale della seconda metà di agosto ha comportato un calo ponderale di peso soprattutto nelle zone collinari e argillose. Di contro la qualità è stata diffusamente elevata. I bianchi precoci non hanno sofferto affatto la siccità estiva, che ha interessato soprattutto le uve rosse, caratterizzate però da maturazioni perfette in presenza di un elevato grado zuccherino".


Approdando in Sicilia, precisamente sui versanti etnei, ecco la voce di Benanti: “L'inverno freddo e molto piovoso e la primavera asciutta e soleggiata hanno creato i presupposti per una grande annata - sottolineano Antonio e Salvino Benanti - sia a livello di resa che di qualità delle uve. L'estate particolarmente calda ha portato a maturazioni anticipate e a concentrazioni zuccherine superiori rispetto all'annata precedente, mitigate poi dalle piogge di settembre. Le temperature già in evidente calo e le giornate soleggiate previste per la prima metà di ottobre ci permetteranno di ultimare nel migliore dei modi le operazioni di raccolta, facendo "calare il sipario" su una vendemmia pienamente positiva sia quanto a resa, che quanto a qualità delle uve”.


Infine, alle Eolie, a Lipari, Massimo Lentsch di Tenuta di Castellaro: "La vera nota d'eccellenza di questa annata risiede nella qualità delle uve raccolte. Il microclima unico di Lipari, con le costanti brezze marine, le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte e la peculiarità dei suoli vulcanici, ha protetto i grappoli, mantenendoli perfettamente sani e concentrati. La resilienza di vitigni autoctoni come il Corinto Nero e la Malvasia delle Lipari, insieme alla scelta dell’alberello come sistema di allevamento per tutte le nostre vigne, ci ha permesso di portare in cantina uve sane e di altissimo profilo. Ci aspettiamo da questa annata vini estremamente espressivi, di grande intensità aromatica, con quella profonda traccia minerale e salina che da sempre caratterizza i vini di Tenuta di Castellaro".

"CHAGALL" 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli

 





La Città di Vercelli ospiterà dal 13 ottobre 2026, negli spazi
dell’Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA, una grande mostra dedicata a Marc Chagall, artista e testimone lucido del Novecento che ha saputo tradurre la propria cultura e le sue esperienze di vita in un linguaggio pittorico tra i più riconoscibili dell’arte moderna.
 
Sessanta opere ripercorrono oltre mezzo secolo della pittura di Chagall attraverso immagini che vi ritornano: l’Amore e gli amanti, i fiori, il circo e quella città interiore che ha dovuto costruire per custodire la propria terra natale e la sua cultura, perdute non una ma due volte, trasformate dal tempo ma mai cancellate.
 
Tra le opere esposte, Villaggio russo (1929), Ritratto di Vava (1953-56), Gli innamorati con l’asino blu (1955 circa), Gli innamorati su fondo giallo (1960), Il gallo viola (1966-72), Il clown dal volto verde (1975 circa) e Grande mazzo di fiori rosso (1975) testimoniano, a distanza di decenni, una pittura capace di rinascere dalla perdita.
 
Con questa esposizione il Comune di Vercelli, Arthemisia e la Fondazione Giuseppe Iannaccone proseguono un percorso condiviso volto a portare in città progetti espositivi capaci di coniugare rigore scientifico e valore culturale per un pubblico ampio e diversificato.

 

Dal 13 ottobre 2026, lo Spazio ARCA | Chiesa di San Marco a Vercelli apre le sue porte a “Chagall”, una mostra profondamente contemporanea che invita il pubblico a entrare nel cuore della grande pittura europea del Novecento e a mettere in discussione la propria vita quotidiana così come il mondo che li circonda.

La mostra ripercorre il percorso artistico e biografico di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985), uno dei maestri indiscussi della pittura del XX secolo. Essa ci conduce all’interno dell’universo drammatico dell’artista, dove motivi ricorrenti come acrobati del circo e animali della fattoria, mazzi di fiori e innamorati diventano immagini di festa e di affetti dietro le quali affiora la fragilità dell’esistenza.

Oggi, mentre guerre e crisi ambientali costringono molti a lasciare la propria terra, l’esperienza di Chagall – che conobbe la rivoluzione, due guerre mondiali, l’esilio e la distruzione del mondo in cui era cresciuto – non appartiene più soltanto alla storia del Novecento.
La sua pittura ne porta il segno, ma soprattutto mostra come la perdita possa diventare immagine. Quando Vitebsk, la sua città natale, oggi in Bielorussia, fu devastata durante l’occupazione tedesca, la città viveva già da decenni nei suoi quadri. Chagall continuò a dipingerla negli anni dell’esilio americano e poi nel sud della Francia, dove si stabilì nel 1950, restituendola ogni volta in una forma nuova.

A una prima lettura il mondo di Chagall, popolato di figure in volo e di colori accesi, può apparire soltanto sognante e gioioso. Quella leggerezza nasconde invece un artista profondo e inquieto, testimone della storia del suo secolo, poeta, interprete della condizione umana, per il quale il passato non è mai rimpianto ma ritorna nel presente dell’immagine. Seguendone i motivi dagli anni Venti alle opere della tarda maturità, la mostra indaga come la memoria diventi per l’artista materia viva della pittura.
Lungo il percorso ricorrono gli autoritratti, dall’Autoritratto con la casa del 1922-23 al Doppio autoritratto con cespuglio bianco del 1978, nei quali per oltre mezzo secolo Chagall torna a interrogare il proprio volto.

Ad arricchire il percorso espositivo, anche una sezione – curata da Daniele Fenaroli – che accoglie opere di artisti italiani contemporanei a Chagall provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, aprendo lo sguardo sulla pittura italiana tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta.

Promossa e organizzata dal Comune di Vercelli e Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Francesca Villanti, la mostra è la seconda tappa di un progetto pluriennale volto a rafforzare l’offerta culturale della Città e la sua presenza sulla scena internazionale.

La mostra è organizzata con il supporto di Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Fondazione CRT, ASM Vercelli, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, La Tavola, Marazzato, Alba Tetti, Nui Nui, Ovest Sesia, Terre dell'Alto Piemonte, Sifte Berti, Ires spa e Strada del Riso Piemontese di qualità.

LA MOSTRA
La mostra attraversa oltre mezzo secolo dell’opera di Marc Chagall seguendo alcune immagini che ritornano con ostinazione: Vitebsk e le case dell’infanzia, il volto umano, il circo, gli amanti, i fiori. Non sono motivi immobili. Ogni volta cambiano forma, colore e significato, perché assorbono il tempo vissuto, gli incontri, le perdite, i luoghi attraversati. È in questo continuo ritorno che si riconosce uno dei caratteri più profondi della sua pittura.
Ad accompagnare le opere sono le parole dello stesso Chagall. Per tutta la vita scrisse versi in russo e in yiddish, confluiti poi in Poèmes. Non spiegano i quadri, ma permettono di entrare nel suo mondo attraverso la sua voce e di riconoscere, nelle poesie come nelle immagini, lo stesso modo di sentire la memoria, l’amore, la fragilità, il tempo. Da questo dialogo nascono le quattro sezioni della mostra: Il villaggio interiore, La voce che resta, La scena dell’umano e Rifiorire.
Lungo il percorso compaiono anche alcune opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, appartenenti a una stagione intensa della pittura italiana tra gli anni Venti e gli anni Quaranta. Non sono presentate come confronti diretti con Chagall, né come derivazioni stilistiche. Il loro inserimento nasce da una diversa affinità: artisti come Antonietta Raphaël, Scipione, Fausto Pirandello, Renato Birolli e Italo Valenti cercarono, in anni dominati dal ‟Ritorno all’ordine” e da un’idea monumentale della figura, una pittura più fragile, emotiva e libera, capace di trasformare il reale in esperienza interiore.
Le loro opere entrano così in risonanza con i temi della mostra - il villaggio, la poesia, la maschera, il rifiorire - e ricordano che, in contesti diversi, una parte dell’arte europea del Novecento affidò al colore, alla memoria e alla visione il compito di restituire all’immagine una dimensione profondamente umana.







 

"IVA LULASHI.
SOTTO QUALE ALBERO"

13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli




L’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA di Vercelli ospita
la straordinaria pittura di Iva Lulashi.
 
Dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, la Collezione Giuseppe Iannaccone rinnova il suo appuntamento annuale con l'arte contemporanea portando a Vercelli una delle artiste più affascinanti e seguite del panorama internazionale.
 
 

Un grande appuntamento con l’arte contemporanea illumina la stagione culturale di Vercelli. Seguendo la sua speciale vocazione di valorizzare ogni anno i migliori talenti della scena artistica attuale, la Collezione Giuseppe Iannaccone presenta la nuova mostra personale di Iva Lulashi, a cura di Daniele Fenaroli, ospitata nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.

Protagonista acclamata alla Biennale d’Arte di Venezia 2024 dove ha rappresentato l’Albania, Iva Lulashi è oggi tra le voci più originali della pittura europea. Nata a Tirana nel 1988 e cresciuta in Italia, dove si è formata all'Accademia di Belle Arti di Venezia e oggi vive e lavora a Milano, l'artista possiede un talento unico nel trasformare ricordi, immagini ed emozioni in opere dal forte impatto visivo ed emotivo. La sua pittura nasce da una sensibilità speciale verso le storie di vita, le relazioni umane e quel bisogno profondo, che appartiene a tutti, di proteggere i propri desideri più intimi da uno sguardo esterno che spesso giudica e controlla.

A rendere l'opera di Iva Lulashi così magnetica e riconoscibile è il suo inconfondibile stile pittorico. L'artista scova immagini dal passato o da brevi sequenze di video per poi soffermarsi non sulle scene ovvie, ma sugli istanti più misteriosi e carichi di attesa: un momento prima di un abbraccio, uno sguardo sfuggente, una pausa d'intimità. Con pennellate fluide, calde e quasi liquide, Lulashi scioglie i contorni e trasforma ogni quadro in un’atmosfera sospesa, magica e sognante, dove i dettagli svaniscono per lasciare spazio alla pura emozione.

Nei suoi dipinti prende forma un'assemblea di volti che non si sono lasciati ridurre a fascicolo o a pratica, ma che rimangono vivi nella loro identità. È qui che prende vita la tensione più profonda di tutta la sua opera, quella fra l'individuo e la folla: perché il desiderio è sempre singolare, e la sorveglianza è sempre plurale. I volti e i corpi vengono così protetti da bagliori di luce e colori vibranti. 

L'obiettivo dell'artista non è nascondere, ma accendere la fantasia di chi guarda, invitando ognuno di noi a ritrovare nell'opera le proprie storie.
Lo spazio dell'Ex Chiesa di San Marco accoglie l'intera mostra in un'unica sala, dove tutte le opere si offrono allo sguardo in un solo colpo d'occhio, senza un percorso da seguire: un'esperienza coinvolgente e immersiva. 

Poche opere soltanto, e nessuna che chieda di essere decifrata con la logica. Qui il sogno ci viene consegnato intero e senza istruzioni: un corpo senza volto, una folla senza nome, una donna che non deve muoversi perché qualcosa, per ora, tiene.

Non una semplice esposizione da osservare da lontano, ma un'esperienza d'arte immersiva, capace di emozionare, incuriosire e parlare direttamente al cuore di chiunque la visiti.
 
 



Sede
Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA
Piazza San Marco, 1
13100 – Vercelli 

Date al pubblico
13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027

Orario di apertura
Dal martedì alla domenica
dalle ore 10.00 alle ore 19.30
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Biglietti
Intero
€ 14,00
Ridotto
€ 12,00

Informazioni e prenotazioni
T. +39 0161 1828171
info@arthemisia.it

Social e Hashtag ufficiale
#ChagallVercelli
@arthemisiaarte
@comunedivercelli
@fondazionegiuseppeiannaccone

Sito

www.arthemisia.it

ZORZETTIG HA INAUGURATO CANTINA VIVA, UNA NUOVA CASA PER IL VINO FRIULANO

 

PIZZIUM & GIUSTI: GIRO D’ITALIA DEL BALSAMICO IN 5 PIZZE

 


Un tour nelle principali città italiane alla scoperta dell’unione

fra le prelibatezze locali e la versatilità del Balsamico di Modena

 

Milano, 1 ottobre 2026 – Pizzium, la pizza napoletana che racconta i sapori autentici d’Italia, e Acetaia Giusti, storica realtà modenese simbolo dell’eccellenza del Balsamico di Modena, presentano “Pizzium & Giusti: Giro d’Italia del Balsamico in 5 Pizze”, il progetto che unisce l’arte pizzaiola partenopea al gusto inimitabile dell’iconico prodotto modenese.

Il tour percorrerà il Paese attraverso cinque città: Milano, Torino, Firenze, Roma e Bologna. Ad ognuna sarà dedicata una pizza speciale in cui gli ingredienti tipici della zona saranno abbinati all’Aceto Balsamico di Modena Giusti 3 Medaglie d’Oro. Ciascuna ricetta sarà disponibile fino a fine anno esclusivamente nei ristoranti Pizzium della città a cui è dedicata: un invito per tutti i cultori della buona tavola a scoprire l'omaggio verso il proprio territorio.

La prima tappa è Milano, dove è già disponibile l’Ambrosiana, una pizza inaspettata, nata dall’incontro tra Fiordilatte d’Agerola, Gorgonzola DOP, Prosciutto Crudo San Daniele DOP, Pesche Sciroppate, Olio EVO di Puglia Guglielmi e Aceto Balsamico di Modena Giusti 3 Medaglie d’Oro. Un mix di sapori sorprendenti che rilegge la tradizione lombarda con un linguaggio d’avanguardia.

A seguire, sarà la volta di Firenze. Qui, a partire dal 15 ottobre, sarà possibile assaggiare la Medicea, una ricetta avvolgente a base di Fiordilatte di Agerola, Funghi Cardoncelli, Salame Finocchiona, Granella di Pistacchio e Balsamico Giusti. Toccherà poi alla Capitale dove, dal 16 ottobre, sarà disponibile la Sole di Roma. In questa ricetta, Fiordilatte di Agerola, Datterini Gialli e Cialde di Pecorino, si uniscono al Balsamico Giusti, in un tripudio di profumi profondamente legati alla Città Eterna. Si prosegue poi con Torino dove i sapori intensi della Sabauda - realizzata con Fiordilatte di Agerola, Salsiccia di Fassona e Olio al Tartufo - arriveranno nei locali il 21 ottobre. Infine, dal 28 ottobre tutti i bolognesi potranno assaggiare la Ghiotta, una pizza in cui apprezzare i retrogusti delicati di Fiordilatte di Agerola, Ricotta Vaccina, Mortadella Bologna e Granella di Pistacchio. A completare ogni ricetta le note dolci e fruttate dell'Aceto Balsamico di Modena Giusti 3 Medaglie d’Oro.

Dall'unione tra la maestria partenopea di Pizzium e la tradizione modenese di Acetaia Giusti nasce un vero tributo alla gastronomia italiana. Un viaggio tra ingredienti d'eccellenza e contrasti armonici, pensato per guidare gli amanti del gusto in un racconto inedito di una delle ricette più amate della nostra tavola.


Prosciutto di San Daniele, nasce il «Seicento» e si amplia l’offerta per Ho.Re.Ca. ed export

 


NASCE ROSSO, IL NUOVO FORMAT PREMIUM DI ROSSOPOMODORO