giovedì 31 ottobre 2019

Dal 30 -10-2019 al 30-10-2020 Osteria di Passignano celebra il ventennale dall’apertura Un anno di festeggiamenti per i primi 20 anni di Osteria di Passignano




Cene con chef di fama internazionale , due Charity Dinner con Dario Cecchini, un’Iniziativa per gli under 35 con menù degustazione a lo loro dedicato per tutto l’anno, e molto altro per celebrare  20 anni dall’apertura dell’ Osteria

30-10-2019 - Compie 20 anni il ristorante Osteria di Passignano, nato nel 2000 all’interno di uno dei borghi più suggestivi del Chianti Classico, accanto all’abbazia medievale di Badia a Passignano, grazie all’incontro tra Marcello Crini, grande conoscitore e appassionato della cultura enogastronomica toscana e chef del gruppo JRE, e la famiglia Antinori, proprietaria dei vigneti circostanti l'abbazia.
Dal 30 ottobre 2019 al 30 ottobre 2020, Osteria di Passignano, insieme alla famiglia Antinori, propone un variegato e ricco anno di eventi, dedicato a storici e nuovi clienti e amici per festeggiare insieme questo importante traguardo.
Gli eventi prevedono due cene a 4 mani insieme ai bistellati Nicola e Luigi Portinari de La Peca di Lonigo (VI) e Gennaro Esposito de La Torre del Saracino di Vico Equense e due Charity Dinner servite all’interno della Badia di Passignano per il completamento del restauro del complesso monastico e dell’affresco del Ghirlandaio conservato al suo interno, in collaborazione con Dario Cecchini dell’antica Macelleria Cecchini e con la partecipazione di Carlo Giusti, primo produttore del Prosciutto di Piccione in Italia.
INCONTRIAMOCI” un’iniziativa dedicata ai giovani under 35 che, per tutto l’anno di festeggiamenti, permette di fruire di un menù degustazione LIMITED EDITION dedicato, con degustazione dei vini delle tenute Antinori, ad un prezzo privilegiato (50€).
Seguiranno serate con cene degustazione dedicate ad importanti Maison di Champagne, un programma di corsi di cucina in collaborazione con la Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu, la partecipazione all’iniziativa Ristoranti contro la fame, con il piatto rappresentativo dello chef Nicola Damiani dedicato alla raccolta fondi per la campagna di azione contro la fame dei bambini nel mondo e molte altre iniziative promosse nel corso dell’anno.
L’anno di festeggiamenti si è aperto ufficialmente ieri,  29 ottobre 2019, con la cena “Come eravamo” che ha visto il ritorno in cucina dei due chef che hanno ottenuto insieme la Stella Michelin nel 2007: Nicola Damiani, attualmente alla guida della cucina di Osteria di Passignano, insieme a Matia Barciulli, attualmente Coordinatore Tecnico F&B di Marchesi Antinori - un percorso nei piatti che hanno fatto la storia del ristorante accompagnati da una degustazione di vecchie annate di Badia a Passignano Chianti Classico DOCG Gran Selezione.  La chiusura è invece prevista per il 30 ottobre 2020 con la cena “Come Siamo”, dedicata all’identità ed alla brigata attuale della cucina di Osteria.

(Di seguito il programma 30/10/2019 - 30/10/2020)
- Incontriamoci - dal 30 ottobre 2019 al 30 0ttobre 2020: iniziativa dedicata agli Under 35 con 3 tavoli a pranzo e cena riservati a questa proposta, per tutto l’anno. Incontriamoci prevede un menu degustazione LIMITED EDITION composto da Benvenuto della cucina, 3 portate dalla Carta e degustazione in abbinamento di 3 vini Marchesi Antinori, ad un prezzo privilegiato (50 €), con l’obiettivo di avvicinare sempre di più i giovani alla cultura del buon mangiare (per questa iniziativa saranno disponibili durante tutto l'anno 3 tavoli a pranzo e tre tavoli a cena *solo su prenotazione)
- I fratelli Portinari de La Peca ad Osteria di Passignano - 19 novembre: Nicola e Luigi Portinari de La Peca di Lonigo (VI) in cucina insieme allo chef Nicola Damiani e alla brigata di Osteria di Passignano.
- Gennaro Esposito de La Torre del Saracino ad Osteria di Passignano - 2 marzo: lo chef di Vico Equense insieme allo chef Nicola Damiani e alla brigata di Osteria di Passignano proporranno un menu di riscoperta dei piatti storici dei due ristoranti stellati.
- La cucina Stellata di Osteria e Cordon Bleu - Corsi di cucina per appassionati, realizzati da Osteria di Passignano in collaborazione con Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu, da febbraio al termine del corso per tutti i partecipanti si terrà una cena presso l’Osteria di Passignano.
- La cucina di Osteria di Passignano e le grandi Maison di Champagne: a dicembre Moon Import, a marzo Perrier Jouët – cena degustazione con menu ideato e dedicato all’abbinamento con gli Champagne e degustazione guidata dal Responsabile di Sala di Osteria di Passignano, Simone Caccia.
- Charity Dinner per la Badia di Passignano - in favore dei lavori per il completamento del restauro del complesso monastico e dell’affresco del Ghirlandaio conservato al suo interno, in collaborazione con Dario Cecchini dell’antica Macelleria Cecchini e con la partecipazione di Carlo Giusti, primo produttore del Prosciutto di Piccione in Italia.
Charity Dinner Marzo 2020 - A Cena nell’antica cucina della Badia - marzo 2020, cena esclusiva per un numero ristretto di invitati (20 persone) servita nell’antica cucina dell’anno 1000;
Chariity Dinner Settembre 2020  - A Cena nel chiostro della Badia di Passignano - settembre 2020, una cena unica servita nell’antico chiostro della Badia di Passignano.
 - Come Siamo - 30 ottobre 2020: cena di chiusura dell’anno di festeggiamenti dedicata all’identità e alla brigata attuale della cucina di Osteria ed alla degustazione delle ultime annate  di Badia a Passignano, prodotto dai vigneti circostanti l’antico monastero.














CARTELLA STAMPA

LA CUCINA E L’IDENTITÁ DI OSTERIA DI PASSIGNANO

Memoria toscana e identità contemporanea nella cucina di Osteria di Passignano
Lo chef Nicola Damiani propone due percorsi degustazione dedicati alla memoria toscana, il primo, alla cucina contemporanea ed innovativa, il secondo.

La giovane brigata dello chef Nicola Damiani di Osteria di Passignano, ristorante elegante ed informale nel Chianti Classico fiorentino che conferma la stella Michelin dal 2007, porta avanti il tema di una cucina di identità toscana ed italiana, forte e moderna.
Due anime, una di matrice toscana e l’altra più innovativa, si affiancano, si influenzano e si fondono in una cucina della “memoria contemporanea” dove ingredienti, ricette e sapori della tradizione sono perfezionati e resi attuali. Attualità e tecnica nelle cotture, nell’alleggerimento delle preparazioni, nelle consistenze e presentazione dei piatti, e tanta ricerca di ingredienti, anche inaspettati per il territorio chiantigiano come pesci e molluschi del Mar Tirreno, che non vogliono stupire ma esaltare l’identità della cucina dell’Osteria e la centralità gustativa di ogni piatto.
Un sapiente uso di erbe aromatiche spontanee, dalle spiccate note amare tipiche del territorio, e la ricchezza, sia varietale che di sapori,  dei vegetali dell’orto dell’Osteria, restituiscono l’unicità della cucina dello chef Nicola Damiani in ogni piatto, definendo un’identità precisa ed univoca per la doppia anima dell’Osteria in una proposta di piatti dove la tecnica è sempre al servizio del sapore e nel pieno rispetto delle materie prime, selezionate con grande cura tra i prodotti artigiani più caratterizzanti del territorio.
Doppia anima che si rispecchia nei piatti e nei due percorsi degustazione proposti dallo chef Nicola Damiani: Identità Toscana per la cucina più tradizionale, Duemiladiciannove per quella contemporanea ed innovativa, pur rimanendo saldo l’attaccamento alla memoria toscana.
Sfoglia di rosso d’uovo farcito di tartara di manzo, funghi e fonduta primo sale”, il piatto presentato dallo chef Nicola Damiani come apertura del menù degustazione Identità toscana, è un tangibile esempio della ricerca fatta per recuperare la familiarità gastronomica toscana. Una ricetta che recupera tutti gli ingredienti della tartara di manzo, vestendoli di nuova forma e consistenze grazie all’uso di tecniche contemporanee. Così il rosso d’uovo montato e steso “sottovuoto”, viene cotto a vapore e diventa la sfoglia che racchiude al suo interno la battuta al coltello di manzo, servita con una misticanza di insalatine ed erbe spontanee raccolte nelle campagne intorno all’Osteria, funghi saltati ed una fonduta di formaggio fresco “primo sale” toscano.
Il secondo percorso di degustazione è invece espressione dell’attualità culinaria dell’Osteria concretizzata in piatti quali “Pane, burro e acciuga”, “Ravioli di ricotta ed erbe spontanee, nocciola, salsa di pomodorini gialli e “Petto di piccione, coscine farcite di fegatini, fichi, fagiolini verdi e pistacchi ”. Piatto identitario della cucina concreta, elegante e non banale dell’Osteria, il Piccione, è sempre presente in ogni cambio di menù con variazioni nelle cotture, abbinamenti di ingredienti stagionali e presentazione - adesso nel menù estivo è proposto con il petto spadellato croccante, le coscette avvolte nella pasta fillo ripiene dei suoi fegatini, fagiolini dell’orto della Badia, fichi e frutti di bosco e spuma di pistacchio.
Per la cucina di pesce, uno dei piatti presentati nel nuovo menù, che rispecchia la doppia anima di Osteria e l’identità dello chef Nicola Damiani è “Creste farcite al nero, pomodoro crudo e gnocchi di seppia”, una pasta fresca ripiena con una farcia di seppie del Mar Tirreno cotte con il loro nero, servite con pomodoro fiorentino crudo e marinato con olio ed erbe aromatiche toscane e gnocchi realizzati con le teste della seppia.
Accanto alla suddetta proposta gastronomica, c'è una sezione del menu interamente dedicata all’ “Essenza della cucina chiantigiana”, le carni alla Griglia, con tanto di bistecca e tagliata di manzo, selezionate per Osteria dallo storico macellaio di Tavarnelle Val di Pesa.
Menzione d’eccellenza per la pasticceria di Alvise Aiolo - che si occupa anche della produzione giornaliera del pane - che introduce con equilibrio, creatività e freschezza ai dessert che concludono il pasto. Nei percorsi degustazione due dolci della tradizione toscana: per Identità Toscana, “Torta co’ bischeri” un dolce tipico di Pontasserchio in provincia di Pisa, che deve il suo nome ai riccioli creati con la pasta frolla, che fa da cestino per una crema di riso al cacao, frutta secca e liquore. La proposta di Osteria è una crostatina con prevalenza di cacao, riso cotto, fichi caramellati e salsa di pinoli tostati. Nel menù degustazione Duemiladiciannove una reinterpretazione di un grande classico “Cantucci & Vinsanto” concretizzato da una tavoletta di semifreddo con scaglie di mandorle accompagnato da un bicchierino di crema al vinsanto.
Notevole la selezione di formaggi, assolutamente artigianali e di piccole produzioni, che il Direttore dell’Osteria Marcello Crini porta avanti in prima persona attraverso passione e ricerca sul territorio, toscano e non.

IL RISTORANTE
All’interno di uno dei borghi più suggestivi del Chianti Classico, accanto alle mura di un’antica abbazia medievale, nasce nel 2000 il ristorante Osteria di Passignano, grazie all’incontro tra  Marcello Crini, grande conoscitore e appassionato della cultura enogastronomica toscana e chef del gruppo JRE, e la famiglia Antinori, proprietaria dei vigneti circostanti l'abbazia, dai quali produce il Chianti Classico Gran Selezione “Badia a Passignano”, affinato nelle storiche cantine di invecchiamento sottostanti il monastero. La Carta dei Vini strutturata e consistente, con produzioni proprie affiancate da un'ottima selezione di champagne e vini bianchi francesi. Al bicchiere solo le etichette provenienti dalle tenute Antinori, comprese Tignanello e Solaia. Il Servizio di sala, guidato dal Responsabile di Sala Simone Caccia, è informale e fresco, appropriato per una ristorazione “quotidiana” di alto livello.

LA BRIGATA
Nicola Damiani - CHEF, toscano (nasce a Pisa nel 1978), dopo il diploma all’istituto alberghiero di Massa Carrara, compie i primi passi lavorativi nelle cucine della Versilia presso l’Hotel Franceschi, albergo della famosa Capannina di Forte dei Marmi, e il ristorante L’Orsa Maggiore. Risale al 2002 l’incontro con Marcello Crini, fondatore insieme alla famiglia Antinori dell’Osteria di Passignano, che lo porta nel 2007 al raggiungimento della stella Michelin, insieme al collega Matia Barciulli. Un traguardo che dà inizio ad un nuovo periodo di crescita professionale con esperienze all’estero  e in Italia, all’interno delle tenute della famiglia Antinori.
Attualmente Nicola è Executive Chef di Osteria di Passignano.
Simone Caccia – RESPONSABILE DI SALA
Nearco Boninsegni –  SOUS CHEF E SECONDI PIATTI
Francesco Brunetti – CHEF DI CUCINA
Alvise Aiolo – PASTICCERIA E PANIFICAZIONE
Lapo Cappella – CAPOPARTITA ANTIPASTI
Andreas Verhoeven – CAPOPARTITATA PRIMI PIATTI
Duccio Pistolesi – SCUOLE ED EVENTI

LA BOTTEGA DI BADIA (ENOTECA)
Presente dal 1995, prima dell’apertura del ristorante, con l’obiettivo di far conoscere i prodotti provenienti dalle tenute Antinori, raccoglie e propone un’ampia selezione di vini delle tenute Antinori, tra cui vecchie annate e formati rari, e olio extravergine di oliva
All'interno della Bottega è inoltre possibile degustare al calice un’ampia selezione dei vini delle tenute Antinori. (Orario Bottega di Badia – Aperta dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 18.00).

VISITE ALLE CANTINE STORICHE DI BADIA A PASSIGNANO
Le antiche cantine “dai soffitti a volta” dell’abbazia, ospitano oggi le barriques dove affina il Badia a Passignano Chianti Classico DOCG Gran Selezione, prodotto dai vigneti circostanti il monastero. Visitare la cantina ed i vigneti è una delle proposte offerte a completare l’esperienza della degustazione, immergendosi nell’essenza più vera del Chianti.

SCUOLA DI CUCINA FONTE DE’ MEDICI 
Accanto al ristorante e all’enoteca, Osteria ha aperto un laboratorio di cucina, nel vicino agriturismo Fonte de’ Medici, per rispondere all’esigenza di una clientela sempre più attenta e curiosa di conoscere le ricette tipiche della tradizionale toscana. Nel laboratorio di cucina è possibile prenotare un corso in abbinamento alla visita della cantina e ad un pranzo o cena nell’Osteria.



Al Post Alpina di Versciaco (San Candido), direttamente sulle piste del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti, la vacanza è attiva e a misura di famiglia




Emozionanti avventure sugli sci, attività a contatto con la natura, un divertente Mini Club per i più piccoli e un mondo di benessere pensato per tutta la famiglia. Il Post Alpina - Family Mountain Chalets propone il soggiorno ideale per vivere l’inverno in Alta Pusteria, fra sport, giochi e magiche escursioni sulla neve, ai piedi del Monte Elmo.

San Candido (BZ), 31 ottobre 2019 – L’inverno nelle Dolomiti è sempre un’esperienza indimenticabile. Boschi e prati ammantati dalla neve suggeriscono di immergersi silenziosamente nella natura, mentre chilometri di piste da sci perfettamente attrezzate regalano discese per tutti i gusti e le difficoltà. È in questo panorama da sogno che si inserisce il Post Alpina – Family Mountain Chalets del gruppo Post Dolomiti Resorts, un hotel a misura di famiglia situato a pochi chilometri da San Candido, nella vicina località di Versciaco.

Affacciato direttamente sulle piste del Monte Elmo, consente ai suoi ospiti di raggiungere gli impianti comodamente con gli sci ai piedi e accedere così ai 115 km di tracciati del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti, dove ampi pendii ospitano anche una miriade di piste blu, perfette per i bambini. Un vero eden per gli sciatori che, grazie allo Ski Express Val Pusteria, ogni 30 minuti possono raggiungere anche l’adiacente ski area di Plan de Corones per un tour esteso ad alto tasso di divertimento. Gli appassionati dello slittino, invece, possono concedersi emozionanti discese sul Monte Baranci, nella vicinissima San Candido, e gli amanti del fondo trovano piste ottimamente preparate a soli tre minuti a piedi dall’hotel. Ma non solo. La disponibilità di un noleggio sci in casa, la possibilità di acquistare lo skipass alla reception dell’hotel, un deposito sci interno e corsi convenzionati con la scuola di sci regalano una vacanza attiva senza pensieri che aggiunge all’ospitalità del Post Alpina comfort e servizi esclusivi per tutti i membri della famiglia. Tra questi anche l’animazione e il Mini Club, uno spazio dedicato ai bambini dai 3 anni che tutti i giorni, dalle 9.00 alle 22.00, propone attività di gioco, assistenza e accompagnamento guidati da personale qualificato e affidabile. Un divertente programma che si rinnova quotidianamente includendo anche emozionanti attività nella natura, come visitare una fattoria, cercare le impronte degli animali nel bosco, costruire igloo e pupazzi di neve, o ancora cuocere il pane sullo stecco o i marshmallow sul falò. Da non perdere, inoltre, la possibilità di partecipare a corsi di sci di gruppo, ai quali è possibile recarsi direttamente dall’hotel seguiti dal personale del Mini Club, dal martedì al venerdì, magari in compagnia di un’ospite speciale come Pina, la mascotte del Post Alpina che ogni venerdì fa il tifo alla gara finale del corso collettivo. E ancora, per gli amanti delle escursioni nella natura, sono tantissime le possibilità di svago a misura di famiglia: dalle semplici passeggiate ai tour più intriganti, prendendo la funivia del Monte Elmo, fino alle ciaspolate sulla neve che il Post Alpina organizza tre volte a settimana.

Per un momento di completo benessere, infine, il mondo wellness Vita Alpina concilia i desideri di tutti, dando la possibilità di rilassarsi in coppia o in compagnia dei propri figli, grazie agli spazi pensati appositamente per i bambini. Piscine e sauna per famiglie concedono istanti di riposo in compagnia, mentre la SPA Vita Alpina, con una sala relax e un reparto saune riservate agli adulti, offre a mamma e papà una coccola tutta per sé, oltre a proporre trattamenti beauty specifici anche per i più piccoli.
A completare l’offerta dei Post Dolomiti Resorts c’è inoltre il Post Hotel - Tradition & Lifestyle di San Candido, una struttura concepita per chi viaggia da solo, in coppia o con gli amici, ideale per vivere l’inverno in tutte le sue sfumature, tra natura e lifestyle.

C2C FESTIVAL LA LUCE AL BUIO: SEASON 2 30 OTTOBRE / 3 NOVEMBRE TORINO / EUROPA




AL VIA LA DICIANNOVESIMA EDIZIONE DI CLUB TO CLUB, IL FESTIVAL GLOBALE AVANT-POP IN PROGRAMMA A TORINO DAL 30 OTTOBRE AL 3 NOVEMBRE
 
4 GIORNI + 1 DI SHOW ALL’AVANGUARDIA NO—STOP DA VIVERE IN ALCUNE DELLE LOCATION PIÙ ICONICHE DI TORINO, DAGLI SPAZI RINNOVATI DELLE OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI ALLA MAESTOSA REGGIA DI VENARIA, DAI PADIGLIONI POST—INDUSTRIALI DEL LINGOTTO AL BLOCK PARTY DOMENICALE
 
50 SHOW, 16 ESCLUSIVE ITALIANE, 11 DEBUTTI ITALIANI, 100 ARTISTI PROVENIENTI DA 5 CONTINENTI – NORD AMERICA, EUROPA, AFRICA, ASIA, OCEANIA – E DA 10 PAESI – USA, AUSTRALIA, UK, ITALIA, GERMANIA, CANADA, MAROCCO, PALESTINA, KENYA, GIAPPONE.
 
PER QUESTA EDIZIONE DI CLUB TO CLUB, PRODUCTION E STAGE DESIGN FIRMATI DELAMAISON PRODUCTIONS, FIRMA CHE HA CURATO LA PRODUZIONE DEL LEGGENDARIO TOUR SONG IN THE KEY OF LIFEDI STEVIE WONDER E HA PRODOTTO TRA GLI ALTRI I LIVE DI DAFT PUNK, MASSIVE ATTACK, COACHELLA FESTIVAL E MOLTI ALTRI.
DELAMAISON PRODUCTIONS, AZIENDA ITALIANA CON OLTRE 20 ANNI DI ESPERIENZA NEL SETTORE DELLA MUSICA DAL VIVO E DEGLI ALLESTIMENTI DI EVENTI IN TUTTO IL MONDO, DÀ NUOVE FORME AL FESTIVAL REGALANDO AL PUBBLICO UN’ESPERIENZA COINVOLGENTE.


Torino torna capitale della musica fino al 3 novembre con la diciannovesima edizione di Club To Club, il Festival avant-pop punto di riferimento per la scena internazionale, apprezzato da pubblico e critica grazie alla sua vocazione legata alla ricerca e alla sperimentazione sonora.

L'opening di ieri alle OGR – Officine Grandi Riparazioni, presentato da Audi, è stato affidato al rapper inglese ventiquattrenne SLOWTHAI, noto per le sue posizioni anti-Brexit. L’associazione EuropaNow! per l’occasione ha organizzato uno spazio per la distribuzione di bandiere con le dodici stelle all'ingresso del concerto e, soprattutto, un "Lennon Wall", una parete sulla quale chiunque può attaccare un post-it con il suo messaggio alla Gran Bretagna in agitazione.

Il ricco programma di appuntamenti è solo all’inizio.
Per il settimo anno consecutivo Red Bullaffianca Club To Club, presentando oggi, giovedì 31 ottobre, sempre alle OGR – Officine Grandi Riparazioni, HOLLY HERNDON, l’artista americana che porta, in esclusiva per la prima volta in Italia, il suo ultimo album, PROTO, realizzato in collaborazione con l’Intelligenza Artificiale. La serata è parte del programma OGR SoundSystem.

Venerdì 1 e sabato 2 novembre, come da tradizione, il Festival si sposta per le sue serate clou al Lingotto, i cui spazi verranno completamente trasformati grazie all’intervento di Delamaison, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza unica.
Entrambe le serate presenteranno una line up ricca di show in esclusiva italiana e di artisti che si esibiscono per la prima volta nel nostro Paese: sui palchi si alterneranno CHROMATICS, FLUME, JAMES BLAKE, ROMY (THE XX), BATTLES, FLOATING POINTS, SOPHIE, NU GUINEA e tantissimi altri.

Domenica 3 novembre si prosegue con l’appuntamento Club To Club a Porta Palazzo: alla Tettoia dei Contadini del mercato di Porta Palazzo, alle 17.00 andranno in scena il collettivo NAPOLI SEGRETA e STUMP VALLEY.
Come da tradizione l’evento di chiusura del Festival si svolgerà all’interno della cornice della maestosa Reggia di Venaria, con una line-up di artisti che verrà mantenuta segreta.

Club To Club è accompagnato anche quest’anno dal SYMPOSIUM, programma di approfondimenti, incontri e conversazioni con gli artisti che si svolgerà, in veste rinnovata, nelle giornate di giovedì 31 ottobre, venerdì 1 e sabato 2 novembre presso l'AC Hotel al Lingotto: EuropaNow!,WXAXRXP, THE FUTURE OF BEING A PROMOTER, TO-MI-, CLIMATE CRISIS & MUSIC, GENDER EQUALITY & MUSIC, NAPOLI SEGRETA, VICE Italia in conversation with Shabaka Hutchings and 72_HOUR POST FIGHT sono i titoli dei talk in cui artisti, promoter e giornalisti internazionali toccheranno in modo trasversale temi e istanze urgenti della nostra attualità, attraverso l’uso di approcci e linguaggi trasversali, dalla musica all'arte, dalla performance alla tecnologia.

Pasticceria De Vivo: protagonista del Natale 2019 è il Panettone Irish Cream



Tra sapori napoletani e gusti britannici, il Panettone Irish Cream è la novità proposta da De Vivo per le feste natalizie 


 
Il panettone Irish cream è la grande novità presentata dalla Pasticceria De Vivo per allietare le feste natalizie: ispirata all’idea squisitamente italiana del caffè corretto, la ricetta coniuga il gusto partenopeo e quello britannico introducendo come ingrediente il whisky irlandese. Il delicato impasto al gusto di caffè napoletano, con 36 ore di lievitazione, svela un ripieno di ganache all’ Irish cream, una morbida unione di crema di latte e whisky irlandese. Aroma di caffè e cremosità alcolica si combinano in un prodotto al tempo stesso originale e tradizionale, proposto al prezzo di 38 euro.

L’idea di questa fusione di gusti nasce dal respiro sempre più internazionale della Pasticceria De Vivo, che oltre alla consolidata presenza estera in Svizzera, Francia, Russia, Germania, Ucraina, Canada e Spagna, conquista ora anche il Regno Unito attraverso l’e-commerce. L’Irish cream è un sapore particolarmente amato in terra britannica, tanto che questo panettone è stato ideato “a furor di pubblico” grazie al successo raggiunto in UK.

Oltre alla versione Irish cream e, naturalmente, a quella tradizionale, De Vivo propone un assortito catalogo di panettoni non solo dolci, ma anche salati, che richiamano le ricette della tradizione partenopea. Tra i salati più iconici, il PanCaponata, con pomodorini e melanzane, il Pane di Rinforzo, con alici di Cetara e peperone “pappacella” e il PanMonacoPorcino, con provolone del Monaco DOP e funghi porcini.
Tra i dolci, il PanCassata, il PanSfogliatella, il PanDeliziaLimone e il PanChocoRhum sono i panettoni che abbracciano tutta la penisola, portando la tradizione meneghina a fondersi con la tradizione napoletana.
Tutti i lievitati De Vivo seguono rigorosamente la “regola” del lievito madre, un processo di 36 ore che richiama i tempi in cui la preparazione di un prodotto era un rito lento, secondo l’idea portata avanti da Marco De Vivo che “per le cose buone non bisogna avere fretta”.


Pasticceria e gelateria De Vivo:

Il laboratorio Pasticceria De Vivo nasce negli anni Trenta a Pompei come panificio per i gourmet che transitavano tra gli scavi archeologici e il santuario. Una regola fondamentale è applicata oggi come allora dalla famiglia: l'utilizzo del lievito madre. Sessant'anni e due generazioni dopo, la pasticceria è guidata da Marco De Vivo con l'ausilio della moglie Ester e della figlia Simona. Il laboratorio si estende per 300 mq e conta mediamente 14 unità dedite alla produzione giornaliera, nel rispetto di insegnamenti e tecniche tramandati e affinati negli anni.
La pasticceria De Vivo offre ogni giorno una golosa selezione di torte dal design innovativo e prodotti tipici napoletani, fatti con passione e sapienza. La lavorazione del cacao, rigorosamente "monorigine", si trasforma in cioccolatini, praline e tavolette dal profumo e aroma autentico. La varietà dei gelati, rigorosamente artigianali, è preparata utilizzando solo ingredienti freschi e naturali.
Il capo pasticcere di De Vivo è il pasticcere Maurizio “Black” Santin che ha arricchito la pasticceria e la produzione con mignon moderne, torte che ammiccano alla moda internazionale e monoporzioni di grande impatto estetico.

“Un respiro più internazionale e un bancone pasticceria più moderno e improntato all’estetica” racconta Marco De Vivo.
“Ho voluto lasciare inalterata la proposta tradizionale di lievitati e di dolci tipici della tradizione partenopea, dove De Vivo è già molto affermato, cercando di dare maggiore attenzione all’estetica e a una selezione di prodotti più moderni” dichiara Maurizio Santin.

 
Pasticceria De Vivo
Via Roma, 36
80045 Pompei (NA)
Tel.: 081 8631163
info@lapasticceriadevivo.it
lapasticceriadevivo.it

Cresce l'alimentare al Sud. Fatturato aumentato più nel Mezzogiorno che nel resto del Paese. Ora la scommessa è sull'export

Il rapporto di Ismea in collaborazione con Cibus e Federalimentare mostra una fotografia del food & beverage nel Mezzogiorno

Salerno, 30 ottobre 2019 – Il settore agroalimentare del Mezzogiorno ha le carte in regola per rafforzare il suo ruolo strategico e rappresentare un fattore di traino economico per quest’area, puntando a un alto posizionamento in termini di qualità e al forte legame col territorio. È quanto emerge dal Rapporto sulla Competitività dell’Agroalimentare nel Mezzogiorno, realizzato dall’ISMEA, in collaborazione con Fiere di Parma e Federalimentare, presentato oggi presso l’Università degli Studi di Salerno.

Lo studio evidenzia come i recenti mutamenti dello scenario globale abbiano sostenuto una crescita senza precedenti delle esportazioni del Made in Italy alimentare, grazie a una ritrovata coerenza del modello di specializzazione agroalimentare italiano con le tendenze della domanda mondiale, che ha spinto l’export agroalimentare del Sud a toccare la cifra di 7 miliardi di euro nel 2018.
Nel Mezzogiorno, nonostante il consistente e duraturo impatto della crisi economica iniziata nel 2008, il permanere di un tessuto imprenditoriale caratterizzato da imprese medio-piccole e, più in generale, la conferma di alcuni storici limiti allo sviluppo economico, il settore agroalimentare è cresciuto, nell’ultimo triennio, in termini di valore aggiunto - che supera i 19 miliardi di euro -, di numero di imprese - 344 mila imprese agricole e 34 mila imprese dell’industria alimentare - e di occupati, che si attestano a circa 668 mila unità, pari al 10% del totale occupati al Sud.
Anche il confronto con il Centro-Nord mette in evidenza come, nello stesso periodo, il fatturato dell’industria alimentare sia cresciuto più al Sud (+5,4%) che nel resto del Paese (+4,4%).
La specifica composizione settoriale, l’elevata incidenza delle medie imprese – che si sono rivelate quelle più dinamiche e in grado di adattarsi ai mutati scenari – oltre che il determinante contributo delle imprese di più recente costituzione, hanno consentito all’agroalimentare del Mezzogiorno di ottenere performance di tutto rispetto e, in taluni casi, superiori a quelle dei corrispondenti settori del Centro-Nord.
Performance positive hanno riguardato soprattutto alcune filiere come caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%); in generale, un rinnovamento generazionale e la presenza di imprese più giovani hanno determinato maggiore dinamicità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.
Tra gli elementi più critici, soprattutto pensando alla necessità di agganciare il treno dell’innovazione, preoccupano i bassi livelli di immobilizzazioni nelle imprese del Mezzogiorno e il fatto che esse siano sostanzialmente tecniche con poca attenzione a quelle immateriali.

Lo studio di ISMEA descrive il sistema agroalimentare meridionale come una realtà in forte espansione - ha detto Elda Ghiretti, Cibus and Food Global Coordinator, Fiere di Parma - Un dato confermato anche dall’aumento della partecipazione delle aziende del Sud a Cibus, passata negli ultimi 5 anni dal 17% al 36%. Cibus è la fiera alimentare di riferimento all’estero e vede la partecipazione di migliaia di buyer internazionali. La cresciuta partecipazione delle imprese meridionali a Cibus ha contribuito – ha riferito Ghirettiall’aumento dell’export dei prodotti agroalimentari del Meridione che nel 2018 aveva toccato la quota di 7 miliardi e 110 milioni di euro, con un aumento del 6,1% nel quadriennio 2015/2018. Un dinamismo sostenuto anche dalla creazione di nuove forme di aggregazione private, come consorzi e associazioni, che consentono anche ad imprese di medie dimensioni di interloquire con importatori e distributori esteri”.

 “Un trend positivo quello del nostro settore nel Mezzogiorno sia in termini occupazionali  che in termini di fatturato – ha aggiunto il direttore di Federalimentare, Nicola Calzolaro con grandi margini di crescita su diversi fronti. Uno su tutti, l’export. L’agroalimentare del Sud, infatti, è ancora molto orientato al mercato italiano e poco alle esportazioni che rappresentano meno del 20% di quelle totali del Paese. Una porzione davvero troppo piccola se si pensa alla potenzialità del nostro sud e all’importanza strategica dell’export per l’Italia. È necessario, dunque, l’impegno di tutti per farlo crescere e questo può avvenire attraverso l’innovazione, ma soprattutto attraverso un potenziamento della rete infrastrutturale senza la quale non si potranno mai sfruttare appieno le grandi possibilità dell’alimentare nel Mezzogiorno.

L'agroalimentare nel Mezzogiorno riveste un ruolo sempre più rilevante, con primati in molti settori e una buona tenuta economica, segnali positivi che vanno letti con attenzione – ha dichiarato Fabio Del Bravo; occorre rafforzare adeguatamente la fase agricola e la sua integrazione con la parte a valle della filiera, favorire gli investimenti – soprattutto in innovazione – e prendere atto dei limiti, per esempio strutturali, individuando percorsi che già nel breve possano portare benefici: una maglia produttiva di dimensioni piccole è certamente un problema su molti fronti, ma lo è molto di più per le produzioni standardizzate che fronteggiano concorrenza di prezzo, piuttosto che per i prodotti differenziati del made in Italy. Incentivare forme di aggregazione e l’orientamento a produzioni tipiche che in quest’area hanno ancora molte potenzialità inespresse, può rivelarsi una leva strategica importante e può avviare un percorso di successo realmente attuabile”.

 

mercoledì 30 ottobre 2019

ROMA ACCOGLIE CON ENTUSIASMO L’ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte tra le migliaia di visitatori nella giornata di presentazione della Guida VITAE 2020.



GUIDA VITAE 2020: VINO ITALIANO IN ECCELLENTE SALUTE. Il banco di degustazione del 26 ottobre per Vitae 2020, allestito a Roma all’interno del centro congressi La Nuvola di Massimiliano Fuksas, ha fotografato l’ottimo stato di salute del vino italiano e dei suoi professionisti. In Italia si beve con maggiore consapevolezza e i consumatori esteri apprezzano sempre più le nostre etichette. I produttori sono ormai considerati i custodi del benessere della terra e i sommelier sono riconosciuti come ambasciatori dell’eccellenza vitivinicola nel mondo.

L’AIS A ROMA: SOLIDO RAPPORTO CON LE ISTITUZIONI. La scelta della Capitale, per la prima volta sede della manifestazione, ratifica la solida sinergia raggiunta tra la più grande associazione di comunicatori del vino e le principali istituzioni del Paese, a partire dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto durante la giornata. Dietro il successo del “sistema Italia”, ha ricordato il Premier, ci sono “il radicamento sul territorio, la promozione di una comunità di persone e di tradizioni locali e il lavoro di tantissime persone”, tra cui i sommelier, “arbitri integerrimi della qualità e divulgatori della cultura del vino”.

DI STEFANO: IL SOMMELIER DIVULGA CULTURA. Il ruolo del sommelier-ambasciatore è stato ricordato anche da Manlio Di Stefano, sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha ringraziato l’AIS “per la radicata collaborazione durante la settimana dell’enogastronomia italiana nel mondo, che si svolge ogni anno in tutte le ambasciate”.

BERGAMO: ITALIA CONSAPEVOLE DEL VALORE DEI PROPRI TERRITORI. Testimone di valore all’estero, il vino può fare da ambasciatore anche in casa propria, come ha ricordato il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo: “a Roma pochi mesi fa è stato dedicato un intero parco a un decano dei vignaioli italiani come Edoardo Valentini, con l’intento di rappresentare l’Italia del vino”.

MORASSUT: LA SCELTA DELLA NUVOLA EVIDENZIA L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE. La sede dell’evento, La Nuvola, sottolinea il tema di questa edizione: le nuvole come sentinelle del pianeta. Una combinazione apprezzata da Roberto Morassut, sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha ringraziato l’Associazione “per aver ricordato con questa metafora delle nuvole, sentinelle dell’ambiente, il contributo che il settore può dare alla sostenibilità”.

MAIETTA: LE PRESENZE TESTIMONIANO UN INCESSANTE LAVORO. Più di 300 i sommelier impegnati a raccontare le oltre 600 etichette premiate con il massimo riconoscimento delle quattro Viti, oltre alle 22 insignite del prestigioso Tastevin.

Migliaia i visitatori che hanno affollato i banchi d’assaggio. La decisione di celebrare a Roma la sesta edizione della guida edita dall’Associazione Italiana Sommelier ha offerto alle tantissime persone accorse da ogni regione d’Italia la possibilità di vivere una giornata di assaggi unica nel suo genere. “Il successo di presenze – ha detto Antonello Maietta, Presidente Nazionale dell’AIS – testimonia l’incessante lavoro di valorizzazione portato avanti nel corso degli anni dalla nostra Associazione”.